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“Perù – Foresta Amazzonica” di Giorgio Bianchi

Recensione dell'Opera


Una ricerca che è sperimentazione e approfondimento del mezzo e del genere volto a catturare l’anima di luoghi, popoli e individui attraverso la disincantata autenticità di uno scatto.  Giorgio Bianchi è fotografo che vive dei volti della gente e dell’armonia dei paesaggi. Paesaggi e volti che spesso condensano la loro essenza nella capacità evocativa del bianco e nero. L’assenza di colore spinge l’osservatore infatti a concentrare lo sguardo sul soggetto nell’intimità del momento catturato.

L’opera “Perù – Foresta Amazzonica” ha proprio nella qualità del bianco e nero l’eloquenza della sua immagine. La foto è un ricordo di un reportage effettuato in Perù, dei momenti vissuti lì, delle situazioni affrontate, delle persone incontrate e di una quotidianità scoperta, altra da noi.

Qui ad essere immortalati sono due bambini locali, uno appoggiato sull’altro, su uno sfondo, forse un murales, che accoglie immagini fiabesche e repertori iconografici da mito. Nella sua carica rappresentativa, dove anche i neri e i grigi assumono la stessa importanza dei soggetti ritratti, l’immagine diviene espressione universale dell’innocenza infantile che si nutre dell’immaginario fanciullesco e che arriva allo spettatore attraverso l’intensità emotiva del bianco e nero. Un’immagine che supera la contingenza del momento e del luogo per farsi simbolo di un valore e di un pensiero che appartiene a tutti bambini nel mondo, racchiuso nel potere della loro capacità di sognare e disegnare un futuro a tinte colorate.

IFF