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“Poesia” di Lorca

Recensione dell'Opera


Portare su tela la poesia dell’anima, far fluire le emozioni nella libertà del mezzo, assecondare il gesto in un vibrante movimento di segni e colori. L’arte dell’artista Lorca è una trasposizione per immagini delle sensazioni sul mondo, è il complementare visivo dell’immaginario del testo lirico-poetico.

L’artista si rende poeta. Usa linee semplici, figure elementari e colori come linguaggio “in versi” per creare la propria composizione, dove ripetizione, ritmo ed effetti cromatici suscitano impressioni mentre rappresentano il turbinio di emozioni del suo mondo interiore. Così un’opera come “Poesia” diventa quasi il manifesto della sua visione artistica.

Già nel titolo concentra l’assunto del suo fare pittorico che sonda quel mondo invisibile non codificabile nei segni con cui si esplora il reale ma narrabile attraverso le forme astratte di una dimensione interiore, intima e personale, che diviene condivisa e universale. La composizione assume l’aspetto di una metafora del genere poetico che apparenta poeta e pittore nel viaggio all’interno dei tumulti dell’animo.

La poesia nasce da dentro, dal profondo misterioso, scuro, spesso impenetrabile; si eleva sfiorando le pareti dell’animo e come soffio leggero si estende nelle sfumature di colore tenue esprimendosi al mondo secondo le sue cifre stilistiche fatte di ritmi cadenzati, rime di colore, intervalli di segni e contrasti quasi musicali. Un linguaggio che evoca una pluralità di significati, che induce chi guarda ad andare oltre l’immagine, riuscendo a percepire il mondo interiore dell’artista per poi superarlo dentro di sé e vivere appieno l’essenza della composizione.

IFF