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“Pomeriggio rosato al lago” di Flavia Festuccia

Recensione dell'Opera


Natura e storia, bellezza intrinseca e costruzione estetica, armonia cosmica ed esperienza sensibile, uomo e ambiente. Queste le connessioni ideologiche, i legami che sembrano sottendere l’attività artistica di Flavia Festuccia, architetto specializzata in restauro, amante della fotografia e delle immagini che può cogliere e restituire l’obiettivo. Affascinata dai paesaggi e dagli ambienti, specie quelli storicizzati, l’artista cattura momenti, attimi presenti e passati, tracciando le trame di una narrazione in cui l’uomo sembra instaurare un rapporto estetico con la natura.

In opere come “Pomeriggio rosato al lago” il paesaggio sembra assumere i connotati di uno spettacolo vivente e mutevole in cui l’esperienza umana si insinua e si armonizza in un’immagine di un’estetica quasi classicista. I colori del cielo al tramonto si stemperano sul paesaggio lacustre contribuendo a creare un’ atmosfera rarefatta e romantica, da cui emergono i contorni netti dei soggetti catturati, naturali ed artificiali, come il lampione acceso, macchia luminosa su un fondo sfumato di rosa.

Ogni cosa sembra trovarsi nel punto giusto ed accordarsi l’una con l’altra, donare profondità e prospettiva, dialogare assieme in un incontro di spiritualità, umana e di natura.

Un senso di pace e tranquillità pervade l’opera e sembra invadere l’esistenza umana nella sua accezione contemporanea e metropolitana in connessione con la forza e la vivida bellezza del luogo e della natura.

IFF