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"Porsche 356 cabriolet" di Paolo Cutrano

Recensione dell'Opera


In quest’opera di Paolo Cutrano – artista cagliaritano dotato di una forte carica auto-espressiva ed emotiva -formale ed informale sembrano coniugarsi felicemente in una continuità e semplicità di linee essenziali che riempie la composizione e l’armonizza.

La parete di fondo, su cui si staglia ed emerge l’oggetto (l’automobile) delineato con una semplicità di tratti da richiamare alla mente l’immaginario infantile delle forme e dei significati, si costruisce con una fitta ripetizione del segno che ricorda la lezione ideogrammatica della linguistica, che ha influenzato molti artisti della seconda metà del Novecento. Segni di geometria elementare si intervallano e si compenetrano nell’alternanza di bianchi e neri, che trovano la loro fusione nel grigio del fondo che invade l’oggetto, la cui semantica della forma è affidata al tratto deciso e nero che traccia l’idea dell’automobile.

La composizione esplode quando diventa performance. L’opera infatti invade il reale con la materia della luce, che dai fanali dell’auto abbaglia lo spettatore che viene catapultato nell’immaginario dominato dalla suggestiva poetica del segno dell’artista.