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“Profumi di primavera” di Liliia Kaluzhyna

Recensione dell'Opera


C’è tutta la fascinazione poetica di un’estetica espressionistica del colore nell’arte Liliia Kaluzhyna. Un colore che diventa linguaggio, che parla attraverso una caleidoscopica pienezza cromatica che tinge la realtà di ogni più impercettibile e diversa suggestione dell’anima. Una dimensione pendente tra l’onirico e il fantastico veste così l’iconografia delle sue composizioni, vibranti dei colori stesi sulle tele che aprono ad orizzonti meditativi, all’esperienza delle emozioni provate, delle sensazioni cercate.

Ogni rappresentazione è un’orda impetuosa e coinvolgente di suggestioni che vengono dal profondo e che si sostanziano della qualità costruttiva, solida e piena del colore, usato nelle sue tante sfumature, nei suoi contrasti, nelle sue assonanze.

In “Profumo di primavera” l’armonia compositiva trova la sua completezza proprio nella giustapposizione dei colori, che si sintetizzano nella visione estetica di un equilibrio perfetto tra uomo e natura. Dai tratti marcanti, dalle consistenze solide e dalle sfumature impressionistiche, i colori si affollano sulla tela nelle loro diverse tonalità descrivendo un paesaggio di natura quasi elegiaco, idilliaco dove sono accolti i pensieri molli della donna lenta sull’imbarcazione immersa nella tranquillità delle acque immote. La dolce aria di primavera pervade la leggerezza dei luoghi in ogni più piccola pennellata, in ogni minimo passaggio tonale e si sospinge sin dentro il piano dei sentimenti che lentamente naufraga verso porti di quiete e serenità emotiva. Un unico grande impianto lirico che libera i pensieri, spinge l’immaginazione, percorre i labirinti della suggestione.

IFF