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"Profumo della vita" di Pina Pettè

Recensione dell'Opera


Una sorta di solarità avvolgente tende a contraddistinguere l’arte emozionale ed emotiva di Pina Pettè, artista di nascita tedesca ma di cuore sinceramente italiano. Sono infatti spesso le campagne della Toscana ad ispirare la pittura della Pettè, le dolci terre del Chianti che fanno da sfondo all’universo di sentimenti ed emozioni che promana dall’animo sensibile di donna ed artista.

Ed è nell’intensità del colore che s’incanalano le vibrazioni autentiche dell’esistenza umana. Proprio come in “Profumo di vita” in cui tutto sembra echeggiare ed inneggiare simbolicamente alla vita: la donna che riempie la tela con tutta la sua simbologia della maternità, il verde della natura fiorita immortalato come un’eterna primavera e simbolo di rinascita. Anche qui più che il disegno è il colore a dominare l’impianto stilistico.

Le campiture di colore sono stese con la loro brillantezza ed intensità, il tratto dà l’impressione di un non-finito che fa vibrare la composizione e sembra far sfumare i temi compositivi l’uno nell’altro. Il primitismo del segno ed il naturalismo perseguito sembrano richiamare cenni alla lezione post-impressionista di Gauguin e ad impressioni simboliste.

Sono allora le emozioni a parlare, i sentimenti, i moti dell’animo che portano con loro messaggi di valore universale e dal sapore della vita.