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“Proteggi chi ami” di Rosanna Di Cecca

Recensione dell'Opera


Un universo pittorico che si muove tra l’esplorazione semantica dell’inconscio d’impronta surrealista e la suggestione enigmatica ed onirica d’ispirazione metafisica. Un linguaggio singolare entro cui l’artista Rosanna Di Cecca elabora la sua personale ricerca del sé, dell’io più profondo e  recondito, quel luogo dell’animo umano abitato da significati spesso arcani, non sempre facili da comunicare.

Segno di un’arte che porta a conoscere una realtà altra, le opere dell’artista giocano entro i confini del mondo interiore e fisico, quasi a varcare le soglie del visibile in un’autentica e genuina indagine dei sentimenti che affollano il suo stato d’animo. Così i soggetti rappresentati si vestono di nuovo significato al di là del loro aspetto e della realtà apparente, forti di un’intensità emotiva ancora più accentuata dalla presenza di sfondi sfumati e diafani da cui emergono.

Anche l’opera “Proteggi chi ami” segue la stessa idea concettuale e impianto compositivo, percepibile già dal titolo che preannuncia il sentimento espresso dietro la forma. A riempire la tela è la figura di un koala che tiene avvinto a sé il suo cucciolo dinanzi ad una foglia di eucalipto, loro nutrimento. L’animale sembra guardare verso l’esterno, con occhi intensi e penetranti come ad oltrepassare lo spazio pittorico ed incontrare lo sguardo dell’osservatore per comunicare insieme il suo senso di protezione e difesa ma anche di amore primordiale ed incondizionato.

Come in una lettura letterale ed allegorica, l’opera diventa un omaggio dell’artista alla terra australiana ma soprattutto un inno all’amore materno, esemplificato nella reciprocità linfatica dell’abbraccio, segno universale di condivisione capace in un unico gesto di collegare l’uno con il tutto.

IFF