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“Ritratto di un clochard nella metropolitana di New York” di Aldam

Recensione dell'Opera


Espressione di linguaggi contemporanei, esplorazione del segno che diventa indagine e spazialità, contaminazione di generi che vanno dalla musica alla pittura al videomaking. È il tessuto stilistico dell’arte di Aldam. Intrise di cultura pop, graffitismo, con rimandi futuristici all’uso dell’extrapittorico ed incursioni nel territorio dell’informale, le opere dell’artista partenopeo diventano materia autonoma che parla entro contesti di denuncia e critica sociale.

La sua è una presa di coscienza del presente reinterpretata e rimodulata secondo un proprio personale linguaggio, fatto di colore, segno, persistenza del tratto nero che di volta in volta e in maniera diversa esprimono concetti forti e allo stesso tempo smorzati nei toni, anche per la presenza di elementi di rottura che diventano spiraglio, ancora di salvezza.

L’artista vuole indurre alla riflessione e a toccare il cuore, come in “Ritratto di un clochard nella metropolitana di New York”.  Qui concettualmente è ritratta l’immagine di uno spaccato sociale metropolitano entro cui è possibile leggerne una probabile denuncia dei mali dell’uomo contemporaneo quali l’indifferenza, la solitudine e l’abbandono.

Ma nella costruzione dell’impianto ideologico di fondo l’artista va ben oltre. Metaforicamente assegna significati altri agli elementi costruttivi della composizione superando qualsiasi riferimento oggettivo al reale.

Così la scritta in alto New York Subway diventa simbolo del caos del nostro tempo: è lì che s’affrettano gli individui, tanti e diversi, ognuno con la propria storia e la propria identità, pronti a imboccare l’una o l’altra direzione a seconda del treno da prendere. Ed è la metropolitana, secondo l’artista, l’immagine della condizione presente dell’uomo. In base alle scelte che l’uomo farà, sarà portato verso una serie di circostanze ed eventi che possono condizionare il futuro ed allontanarlo da se stesso.

Pertanto il clochard, attraversato da una ripetizione ossessiva del segno e della linea nera, insieme alle figure scomposte e frammentate presenti su un lato riportano ideologicamente all’incertezza dell’uomo, mentre dall’altra parte della composizione un cuore rosso in alto su un fondo predominante di azzurri distende e rasserena la rappresentazione ed induce a guardare ad un futuro, seppur ancora indecifrabile, auspicabilmente sereno.

IFF