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“Rose” di Sabrina Capurro

Recensione dell'Opera


Un sentimento per l’arte che nasce presto e si concreta in due grandi passioni: scrittura e pittura. Una forza creativa che cerca strade per stupire ed emozionare, innovando e sperimentando. Sabrina Capurro è un’artista eclettica in grado di parlare allo spettatore da più versanti dell’arte ritrovando nella pittura il luogo dove convogliare una riflessione sulle fragilità umane e personali secondo una sensibilità resiliente e positiva.

Immagini di paesaggi dall’atmosfera serena e pacificante, sguardi profondi o sognanti, colori forti ma anche lievi trasparenze che portano ad una dimensione tra il lirico e l’onirico e la gioia delle piccole indagata attraverso tecniche nuove e suggestive. L’artista si fa infatti artefice di tecniche innovative come  la tecnica Diamante – così la definisce lei stessa –  caratterizzata dall’uso di smalto cosmetico per unghie e la tecnica Cristal evidente nell’opera “Rose”.

Questa tecnica consiste nel realizzare la composizione con altra materia di pittura non convenzionale come ombretti per il trucco ed impreziosirla con cristalli. Come una sorta di gioiello l’opera si costruisce qui in un’immagine quasi ornamentale delimitata da confini bijoux e in cui trame decorative s’incastrano a corolle di rose, descritte sulle delicate trasparenze della carta velina ma anche sulla resistente robustezza del cartoncino. Nei materiali utilizzati da supporto c’è così tutta l’essenza del fiore dai petali delicati e dallo stelo robusto, simbolicamente espressione di ciò che sotto i colpi ed il peso delle avversità si può piegare ma non si spezza rialzandosi in nuova bellezza.

IFF