fbpx

“Salto verso di Sé” di Zoran Vuckovic

Recensione dell'Opera


Una sensibilità emotiva che sonda le profondità dell’essere e si sostanzia dei linguaggi dell’arte passando dalle vibranti pulsioni della musica all’elastica plasticità della scultura.

L’arte di Zoran Vuckovic è un meraviglioso percorso nei sentimenti, nelle sensazioni, nelle percezioni dell’anima che si concretizza nelle forme indefinite della figura umana modellate nel bronzo, materia molle sotto le dita dell’artista. Le sue sculture sono grumi di materia flessuosa, vibrante, nervosa che si ferma nelle pose della vita, del corpo umano in movimento, su cui scivola una luce palpitante, dinamica, viva.

È il suo personale e intimo modo di dialogare con il mondo esterno, che in opere come “Salto verso di Sé” diventa espressione di un confronto.

La figura si slancia nello spazio come stesse per spiccare un salto. Il corpo, nell’indefinitezza delle sue fattezze, arretra mentre le gambe si allungano sostenendosi nell’equilibrio delicato di forma sospesa e fluttuante verso l’esterno. Nello slancio si condensa potenza e luce.

Qui è racchiusa la riflessione dell’artista sul mondo, interpretando il peso dell’esistenza umana nella contingenza della realtà contemporanea. Come oppresso da una musica malinconica e triste, l’uomo è schiacciato dal mondo esterno che cerca di contrastare trovando la forza che è dentro di sé. La luce dell’io interiore vince l’oscura melodia che risuona intorno e nella vis di un nuovo fulgore l’uomo rinasce alla vita.

IFF