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“Senza Titolo” di Rino Telaro

Recensione dell'Opera


Un astratto informale e concettuale impera sulle tele di Rino Telaro, artista casertano interamente concesso alle forme diverse dell’arte, entro cui si muove e sperimenta seguendo una libera intuizione ed ispirazione. Nelle sue opere si concreta una profonda ed intimamente personale riflessione sul mondo contemporaneo e sulle dinamiche sociali determinate dalla visione consumistica dominante. Il suo pensiero affonda le basi sul valore della comunicazione e sulla propria capacità di riuscire a distinguerlo da un avvelenato e comune uso di massa, veicolandolo verso la diffusione del messaggio unico ed universale dell’amore.

È questo spirito di condivisione e solidarietà che comunicano le opere di Telaro, in un tentativo di discernimento tra le tante verità contingenti spesso inquinate da false idolatrie. Il messaggio che sottende l’opera “Senza Titolo” risponde appieno a questa esigenza comunicativa dell’artista. La composizione si riempie di simboli uniformati al linguaggio comune del web, iconico e veloce, dove alla sequenza ripetuta del logo del “prodotto” facebook, emblematico riferimento ai social network che dominano le nostre società, si uniscono le immagini delle manette e dell’uomo ridotto anch’egli cifra.

Qui l’artista sembra rappresentare la “prigionia emotiva” a cui è soggetto l’uomo, che ha confinato la propria richiesta di una spiritualità, perduta nella vita reale, nella dimensione virtuale del social. L’uomo riversa nell’al di là di uno schermo quel bisogno intimo di vivere le emozioni, aspetto tanto vacillante nella società contemporanea che, sempre più consacrata al materiale e lontana dallo spirituale, ha rotto quell’equilibrio entro cui si completava l’essere umano.

Ma nell’opera di Telaro c’è anche l’accenno al colore, il giallo che rompe il contrasto di bianco e nero di fondo e che diventa un richiamo alla vita vera, al ritorno a vivere la realtà nella sua completezza, alla speranza di “illuminare” il proprio cammino e ravvedersi, perché cambiare si può sempre e comunque.

IFF