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“She-lei” di Chiara Giorgi

Recensione dell'Opera


Un’arte che esplora la materia, i generi, le tecniche attraverso il filtro unico delle emozioni e delle vibrazioni dell’animo. Un’arte che prende forma da un’indagine introspettiva e forza da colori vivi e impattanti. È la forma con cui l’artista Chiara Giorgi esplora il mondo e la realtà contemporanea attraverso la propria individualità; è il colore intensamente espressivo che usa per fissare sentimenti e riflessioni.

L’essenza artistica della Giorgi sembra condensarsi in un’analisi degli stati emozionali dell’uomo colti nella loro parte più drammaticamente espressiva. E se è nella forza del colore che l’artista riesce a consegnare tutta la conflittualità dell’esistenza umana, è nel disegno che riesce a narrare l’universalità di concetti e valori attraverso un’immagine che si fa storia.

Il tratto sonda il sociale, rivelandosi spesso nell’intima eloquenza degli sguardi.

In “She-lei” la matita scivola sulla tela delineando un volto femminile su cui solo pochi tratti si fanno più spessi e incisivi. Forse l’artista vuole consegnare all’osservatore un “non finito” attraverso cui esprimere i sentimenti dell’oltre, dell’ignoto, dell’indefinito; sensazioni che nascono quando alberga di nuovo nell’animo la speranza, quella speranza che volge al nuovo, al diverso che non sappiamo che forma avrà ma che auspichiamo sia carezzevole come l’accenno del sorriso sulle labbra della donna.
IFF