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“Sole d’autunno” di Adele Maura

Recensione dell'Opera


È una visione pittorica che tende all’astrattismo delle forme del reale, quella che promana dalle opere dell’artista savonese Adele Maura.  Un astrattismo che punta a toccare le corde dell’anima, che lentamente si allontana dal soggetto per virare verso i sentimenti, le sensazioni che l’artista prova dinanzi al reale. Le opere si ammantano di un lirismo modulato dal colore, a cui è affidato il senso di movimento che è pura vibrazione emotiva capace di sollevare le suggestioni dello spettatore.

Nell’opera “Sole d’autunno”, l’impressione delle tiepide luci e dei dorati silenzi delle giornate autunnali passa così per il colore che si stende in pennellate verticali frammentate, più o meno estese, accostate fra loro nel contrasto dei toni e degli effetti chiaroscurali che ne derivano.

Giallo e rosso si alternano in macchie che vengono spezzate dall’avanzata del bianco e del nero, creando suggestivi giochi di luci ed ombre, mentre grumi di colore addensati sulla tela contribuiscono a mettere in movimento tutta la composizione.

Ed osservando il dipinto la mente viaggia, si perde nei pensieri, in illusioni visionarie di immagini di luci diffuse tra gli alberi tinti di rosso e di giallo, di dolci silenzi, di lievi soffi di vento, di quel senso di carezzevole mestizia di cui si veste l’autunno…  Così lo spettatore si perde nelle fuggevoli sensazioni di quell’atteggiamento poetico che trasuda dal lino della tela dipinta e trapela da quei segni e colori che riempiono la composizione.

IFF