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“Space garden” di Valerio Porru

Recensione dell'Opera


Arte come denuncia, come riflessione personale sul mondo, come provocazione ma anche come indagine delle percezioni emotive. Valerio Porru guarda alla vita attraverso il filtro dell’esperienza artistica, che spazia nell’infinito potenziale di tecniche e generi con cui l’artista viene a contatto nel suo processo evolutivo. Un percorso alla ricerca della perfezione, in cui Porru prova, sperimenta e supera uscendo fuori dagli schemi e dai canoni accademici per cercare la propria dimensione, la propria libera espressione condividendo la contemporaneità di fatti e sentimenti.

Installazione, video, tele sono i “luoghi” in cui conduce la sua esplorazione dell’esistenza umana, dai rapporti con la natura a quelli con la sfera psichica e sensoriale. E a questa dimensione sembra condurre l’opera “Space garden” appartenente alla serie di astratti spin paintings palettes in cui il colore diventa mezzo d’indagine delle percezioni umane.

Nell’astrattismo di un’immagine in cui le tinte esplodono devastanti sulla tela in un dilagare di effetti di luce e colore che investono lo spettatore, la composizione si carica di una vibrante, fremente energia che muove i sensi ed erompe in un’incontrollabile tensione emotiva. I colori sembrano schizzare via dal centro infrangendosi gli uni negli altri, muovendosi quasi a raggiera, fluendo verso lo spettatore quasi a voler sconfinare dalla superficie, generando un’illusione ottica che vive dei contrasti cromatici e luminosi che il gesto istintuale dell’artista libera sulla tela.

IFF