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“Stagioni” di Daniela Gilardoni

Recensione dell'Opera


La lucida trasparenza del vetro, il tagliente modellato della luce, la policroma fluidità del colore. Nell’arte di Daniela Gilardoni il vetro come materiale diviene materia pittorica entro cui si sviluppa il linguaggio dell’artista.

La liquida solidità della materia cristallina si compone e decompone nelle mani dell’artista che ne esplora le infinite potenzialità nella sperimentazione diversa di tecniche, ricerca, creatività a disposizione di una libera espressione di temi sempre molteplici dettati dall’attualità o dalla pura e semplice immaginazione.

Immagini complesse e intense popolano le sue opere, costruite nella valenza simbolica e segnica della forma e del colore nel loro rapporto qualitativo con la luce.

La stessa “Stagioni” racconta nella liricità di una scultura solida ma dalle consistenze estetiche ed emozionali, trasparenti e quasi eterea ed evanescenti, i cicli temporali della natura. In una sovrapposizione-fusione delle forme simboliche di cerchio e quadrato – cielo e terra – si concretizza l’immagine dell’alternanza delle stagioni attraverso semplici ed elementari moduli geometrici illuminati dalle variazioni cromatiche che ideologicamente rimandano ai colori della natura nel passaggio dall’autunno all’inverno, alla primavera, all’estate.

In questa luminosa scenografia compositiva in cui le stagioni sembrano sostare in uno spazio celeste al cui centro è realizzata una stella a 8 punte simbolo di luce, perfezione e centro dell’universo, l’uomo è ridotto a puro elemento segnico nell’immensità e nel perpetuo divenire del mondo.

IFF