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“Struggente Malinconia” di Gheorghita Ouatu

Recensione dell'Opera


Dal figurativo al materico, dall’astratto al surrealistico, l’arte di Gheorghita Ouatu attraversa generi e tecniche alla ricerca di una forma entro cui definire un concetto, una riflessione sul mondo che è espressione di un’analisi intima e personale dell’artista che si fa sintesi di messaggi assoluti ed universali.

Sotto i colpi di impulsi emozionali e creativi, la materia viene plasmata in opere pittoriche e scultoree in cui non è raro trovare una contaminazione di natura ed artificio, come sassi e materiale da riciclo, mentre il concetto di fondo passa per il simbolico significato di ritorno su sé, chiudendosi così, spesso, dentro l’iconografico reiterarsi della forma della sfera.

Nell’evoluzione di tale impianto filosofico-estetico dell’arte della Ouatu, l’opera “Struggente Malinconia” compie, nella sua struttura compositiva, il superamento dei vincoli della forma a puro vantaggio di un concettualismo imperante che pungola le coscienze attraverso la dinamica dell’esperire. Qui infatti il risultato estetico e percettivo dell’opera viene trasceso dal concetto del ricordo. Emblematici sono i segni lasciati sulla parete da un quadro che prima occupava il suo posto su quel muro. Rappresentano ciò che era, il passato di cui resta sempre memoria e che nella memoria ancora freme  e scuote.

Così l’artista appunta quel sentimento di nostalgica mancanza che la percorre concretizzandolo nelle parole, nel rosso della linea e nella forma del cuore tracciati su un foglio di carta bianco.

IFF