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“Suoni di farfalle” di Biagio Cerbone

Recensione dell'Opera


Dinamismo e colore si fondono e si confondono in forme fluttuanti che traducono suggestioni e sensazioni dell’animo umano trasposte in un’esperienza totale di contaminazione sensoriale. È la visione pittorica di Biagio Cerbone, artista partenopeo che nella sua parabola artistica incontra dapprima il figurativo per passare ad un Surrealismo onirico ed  approdare infine al Sensoriale, dove a partecipare alla creazione sono i sensi e la loro intima e reciproca corrispondenza.

Nella sua arte trasferisce tutto il sentire umano filtrato dalla sua esperienza personale, le sue paure, le sue gioie, i suoi amori, le sue miserie, originando immagini che abbandonano il dato reale per perdersi in nuove forme e dimensioni armoniche. Anche in “Suoni di farfalle” la composizione attende a sfere che trascendono la realtà concreta e visibile generando mondi che sembrano incantati. Il tratto ed il colore si dipana sulla tela e si diffonde come materia fusa, spinta da un linguaggio che è evocativo, musicale, simbolico capace di esprimere i più intimi segreti dell’animo.

Con sensibilità spiccata e raffinata l’artista si fa poeta, miscela i sensi, supera la forma, restituisce significati reconditi ed ancestrali, si lascia trasportare dai suoni che rispondono ai colori, dai colori che si corrispondono ai profumi, dal battito delle ali di una farfalla che evoca suoni silenziosi, dai movimenti dinamici che suggeriscono scie di echi profondi. Così il fenomenico viene smembrato e variamente ricomposto in un vortice cromatico fatto di colori e linee desunte dalle livree delle ali di farfalla e di suoni simbolicamente citati.

IFF