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“The birthday” di Gorfi

Recensione dell'Opera


Una passione per l’arte che passa per la sostanza metamorfica della scultura e la luminosità lirica della pittura, caratteristiche su cui l’artista francese Gorfi costruisce l’impianto emotivo delle sue opere.

Le sue sculture sono espressione di semplicità e linearità della forma mutuata dall’arte africana, arricchita da una reiterazione del dettaglio proposto con gusto quasi decorativo. I suoi dipinti sono immagine di una tavolozza molto colorata, che diventa una carnevalesca ed astratta combinazione di forme e colori spesso su fondo nero in alcune composizioni ed una vivace segmentazione cromatica di piani e figure, in altre.

È la luce a disegnare le forme ed è il colore a definirne gli aspetti, in un processo che lo stesso artista definisce “lumino-picturalitè”, presente anche in “The birthday”.

Qui luce e colore tessono la narrazione di una storia quotidiana che nella sua varietà cromatica e decorativa fa rivivere, in realtà, una scena a “tinte cupe”. Le sagome raffigurate rappresentano  probabilmente una famiglia raccolta in un luogo di ritrovo per festeggiare il compleanno del piccolo del gruppo. Evento lieto, se non fosse che in una cornice di convivialità l’attenzione non ricade sul festeggiato ma sui device –  portatile, table e cellulare – che ogni giorno virtualmente ci avvicinano e fisicamente ci allontanano sempre di più. La mancanza di quella vicinanza fisica è evidente nello sguardo del bambino-sagoma, mentre l’astrattismo delle forme riporta ad un allontanamento dal reale che mantiene uno scampolo della sua concretezza solo in un quadro appeso in un angolo della parete di fondo.

L’uso insistente dei bianchi a demarcare le figure e il pachwork di colori che le illumina, sembra raccordare i contrasti e giustificare la sua presenza come una sorta di catarsi che si compie attraverso il colore.

IFF