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“The King and Queen walking with Sissi” di Sascia Cristiano Zangheri

Recensione dell'Opera


Un’arte visionaria che intinge il pennello nella materia surrealistica del sogno e nella vivacità idolatrica della pop art, traducendo in immagini che migrano verso i confini della follia, le voci interiori dell’anima e le percezione più intime ed inconsce dell’essere.

Questo lo scenario che si apre dinanzi le composizioni di Sascia Cristiano Zangheri, artista lecchese che sostanzia l’atto creativo di un suo personale linguaggio e stile narrativo nel trascendere il mondo fisico, da lui stesso definito fusion art. I soggetti rappresentati si uniscono fra loro e si fondono gli uni negli altri generando un immaginario visionario  a volte grottesco, deforme e favoloso.

Così è anche per l’opera “The King and Queen walking with Sissi”, dove su uno sfondo nero che addentra fin oltre gli abissi dell’inconscio si stagliano sagome e figure irreali in cui elementi del mondo animale si univerbano ad elementi del mondo vegetale, l’uomo modifica le sue fattezze con innesti  che si rifanno a dettagli animali o con componenti sproporzionate, le immagini affondano in un repertorio simbolico di citazione arcaico-medievale.

Nella visione in cui dovrebbe infatti  prendere vita una scena dal sapore medievale con un re e una regina che passeggiano in un luogo ameno e in compagnia di un “animale domestico”, le immagini del reale vengono totalmente stravolte nel superamento delle restrizioni della ragione. L’arista pone così dinanzi all’osservatore una realtà che è altra, ineffabile e inafferrabile, che è libera espressione della parte più autentica del sé.

IFF