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"Tiro alla fune" di Pietro Lembo

Recensione dell'Opera


Quella di Pietro Lembo è un’arte in cui il reale si unisce all’irreale in una sorta di “Surrealismo sociale” dai risvolti ironici ma allo stesso tempo intimo e profondo e quest’opera è un caleidoscopio di colori, forme ed atmosfere dai riferimenti squisitamente metafisici.

In una visione quasi onirica, simboli del passato si coniugano ad azioni del presente, quasi a voler sottolineare una storia che si ripete. Qual è la storia? Quella che vede i più deboli ed i diversi essere “strangolati” dalla società.

Come le popolazioni indigene oltreoceano vennero sopraffatte ed annientate dai popoli definiti “civilizzati” europei, alla stessa maniera ancora oggi le società civili prevaricano il diverso. Così nella composizione si vedono architetture e simboli che riportano ideologicamente a popolazioni di tipo precolombiano, mentre la figura afflitta dell’indigena si contrappone a quella dell’uomo quasi fantoccio dei nostri tempi. A sottolineare l’universalità di tale condizione sono le atmosfere senza tempo in cui s’incendiano i colori come lingue di fiamma in un cielo indefinito mentre a rimarcare il suo reiterarsi è la simbolica visione di un feto – simbolo di nuova generazione – nel turbante della donna.