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“Torretta Capogranitola” di Pietro Asaro

Recensione dell'Opera


È una pittura di contrasti quella di Pietro Asaro, artista siciliano cresciuto con la passione per l’arte fin da bambino, incoraggiata in famiglia ed abbeverata alla fonte dei grandi maestri del passato, dei maggiori artisti siciliani ma anche dei contemporanei  che ha avuto modo di conoscere e con cui si è confrontato.  Lezioni ed esperienze artistiche che hanno lasciato il segno nella costruzione del suo personale fare artistico dove prima maestra in assoluto è però la natura.

Sedotto dalle forme della natura, ne coglie le mille sfaccettature, i giochi di luce ed ombra, le diversità della materia da cui dà luogo alla sua pittura. La luminosità cromatica dei luoghi mediterranei s’immerge nei toni scuri del suo essere, linee nette si accordano a colori forti e decisi condotti sulla tela direttamente con le mani, materiali diversi si lasciano plasmare in forme diverse, contrastanti ma complementari. La realtà s’imprime sulla tela ma nella sua rappresentazione trascende sempre la forme apparenti per svelare il suo valore simbolico.

E così è anche per l’opera “Torretta Capogranitola” dove tra grumi di colore e materia viene raffigurato un paesaggio costiero entro cui l’artista sembra quasi voler far immergere lo spettatore. Proposto con una prospettiva frontale che conduce lo sguardo verso il centro della composizione, sembra quasi poter essere lì presente nel posto, poter sentire la sabbia sotto piedi, lasciarvi le orme scure sulla rena chiara, respirare l’odore della salsedine, sentire il vento che soffia lasciandosi trasportare dalle emozioni intense che suggerisce. I contrasti dei bruni e degli azzurri, dell’ocra e del grigio fanno vibrare i sensi, muovono a diversi e discordanti stati d’animo ulteriormente sussultanti sotto i segni di quei graffi che di tanto in tanto incidono la materia, solcano il colore, corrodono l’immagine come corroso è il luogo, simbolica rappresentazione del suo martirio ed abbandono.

IFF