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“Trombone Shorty Live!” di Mauro Modin

Recensione dell'Opera


Un coinvolgimento emotivo che passa per la forza dei colori, per l’intensità delle emozioni, per la complessità espressiva di generi e tecniche ed una cieca fiducia nella sacralità delle arti concepita come  ricercata connessione tra anima e mente, tra uomo e natura, tra universo intimo e mondo esterno.

A questo rimanda l’arte di Mauro Modin, artista bergamasco che si muove nei meandri del’universo artistico-estetico con l’espressa convinzione che tutto è trasformazione, metamorfosi, corrispondenza di segni ed essenze. È per questo che il suo fare pittorico si esprime attraverso la ricerca di sempre nuovi materiali, di diverse tecniche pittoriche, di evoluzioni di stili e correnti, passando per l’astratto, toccando il figurativo e trovando poi la sua piena espressione  in un personalissimo stile che coniuga pittura e musica, emozioni per immagini con emozioni per suoni.

Così le sue opere si popolano di figure e segni tratti dal carismatico e variegato mondo della musica, specie jazz. Volti, espressioni, strumenti di musicisti diventano protagonisti assoluti come nell’opera “Trombone Shorty Live!” dove ad essere impresso sulla tela è il volto di uno dei più grandi trombettisti contemporanei (Troy Michael Andrews in arte Trombone Shorty), la cui musica è intrisa di melodie jazz e funky. Qui come nelle sue altre opere di genere Modin elabora un messaggio per immagini che è trasposizione di un pensiero filosofico di connessioni tra esseri viventi, che nella musica trova la massima espressione in quanto capace di avvicinare l’altro e creare così un ponte con lo spettatore. Emblematico è il volto di Trombone Shorty, al cui trasporto per la musica registrato nelle pieghe della fronte, negli occhi strizzati, nell’aria persa nelle note partecipa la luce ed il colore che scivola sulla pelle e cola sull’immagine spostando ideologicamente  l’impianto figurativo in una spazialità atemporale, unica, passionale ed avvolgente che solo il piano delle emozioni può cogliere.

IFF