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“Un’ombra dal Paradiso” di Mario Formica

Recensione dell'Opera


Un’arte intrisa della lezione del passato, di un figurativo attinto nel repertorio preromanico e romanico e con riferimento assoluto alla pittura umanistica di Piero della Francesca e la sua definizione prospettica, ripensati e rimodulati secondo una nuova razionalità contemporanea.

È la visione pittorica dell’artista Mario Formica che si concretizza in composizioni in cui architetture e paesaggi dell’antico si reinventano in scenografiche ambientazioni realizzate con ingranaggi, parti meccaniche, rifiuti tecnologici, le figure si semplificano e stilizzano alla ricerca di un’autentica e genuina bellezza ottenuta per sottrazione, i materiali si confondono e si fondono in un nuovo atto rivoluzionario. L’invenzione creativa prende il posto del rigore matematico, ma non perde la compostezza classica.

Così è per “Un’ombra dal Paradiso”, opera in cui ritornano tutte le peculiarità della sua concezione artistico-pittorica: l’uomo centrale limitato a poche linee di contorno della figura, un fondo costruito e accartocciato nelle pieghe e risvolti di una materia lavorata all’interno di una commistione di ricicli elettronici e materiali cementati, distorti fino all’estremo, contrasti chiaroscurali e cromie che si attestano verso l’oro. E proprio l’oro simbolicamente allude alla qualità della luce, pura, rarefatta, innaturale e spirituale del Paradiso, evocato nel titolo dell’opera ed elaborato secondo la concezione dantesca – di cui si trova colta citazione nella presenza dell’ombra del Sommo Poeta – di un luogo “infuocato” della luce delle intelligenze angeliche.

IFF