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“Venice” di Annapaola Rescigno

Recensione dell'Opera


Un’eclettica personalità per un’arte che travalica il reale ed apre a nuovi orizzonti espressivi ed emotivi. La visione artistica di Annapaola Rescigno è risultato di una continua ricerca e sperimentazione di tecniche e piani comunicativi dell’arte, i cui linguaggi s’intersecano e si influenzano generando un astrattismo pittorico semplice e sofisticato allo stesso tempo, apprezzato anche a livello internazionale. La contaminazione di generi quali fotografia, pittura e moda e l’innato talento creativo dell’artista spingono ad un’audace evoluzione tecnica in cui materiali diversi si accostano in una sintesi sapiente di luce, colore e forma.

Tutto ciò genera opere che sono pure impressioni, trasposizioni della realtà che passano il filtro dell’emotività espressiva.

Così si può assistere ad esempi di fascinazione quasi surrealista, intima e delicata come in “Venice”, in cui ogni riferimento figurativo sparisce sotto un tratto pastoso che agita una tumultuosa resa di colore, prolungamento metaforico dei privati moti dell’animo dinanzi al reale. Le resine si compenetrano, i colori si rincorrono, i  blu, azzurri, ocra e bruni si giustappongono sulla base in mdf originando zone di luce ed ombra, pieni e vuoti che muovono lo stesso animo del fruitore, ideologicamente ed emotivamente trasposto in un proprio immaginario di sintesi del realtà.