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“Viaggio nel tempo” di Paolo Iaderosa

Recensione dell'Opera


Sperimentazione ed ibridazione di tecniche e generi diversi caratterizzano l’arte di Paolo Iaderosa, un’arte in continua evoluzione, che sa attingere dalla pittura tradizionale per poi calarsi nelle forme della digital art e virare verso le potenzialità dell’arte fotografica.

Una poliedricità del fare pittorico che porta le sue composizioni a presentarsi sempre mutevoli, a stupire continuamente lo spettatore anche quando c’è una reiterazione tematica, come nel caso dei nudi di donna. Questi diventano espressione di volta in volta diversa della sensualità femminile a seconda del mezzo e della tecnica adoperata.

Costante di ogni sua opera sembra essere però l’impianto figurativo che pare definirsi come in una sorta di surrealistica dimensione dove spesso è il colore, quasi espressionisticamente adoperato, a creare impulso, emozione, vibrazione, diventando ora contrasto ora luce.

In opere come “Viaggio nel tempo” le immagini bizzarre quanto suggestive della composizione richiamano alla mente quell’immaginario onirico e folle che ha riempito le tele surrealiste di un  Dalì. In quella regione dell’inconscio sembra attestarsi anche l’atto creativo di Iaderosa; nell’espressione di forme, colori, figure, architetture che non appartengono al piano del reale ma sono proiezioni del proprio essere, libero da alcuna restrizione razionale o preconcetto.

Il viaggio nel tempo che suggerisce l’artista è evidente nell’orologio che scandisce il tempo della storia. Simboli di civiltà passate si uniscono alla simbologia di animali reali o fantastici quasi a ricordare l’importanza della lezione del passato per costruire un futuro prospero e di pace. Intanto tra i contrasti del blu del cielo ed il rosso-arancio della terra, come in un sogno nuvole rosa fluttuano in alto quasi a voler alludere al guardare la realtà presente con rinnovato ottimismo.

IFF