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“Vicolo nella pioggia” di Monica Rosa Pizzo

Recensione dell'Opera


Espressione di una tensione emotiva che sale e prorompe sulla tela portando con sé i segni di esistenze empaticamente sentite addosso, ascoltate, partecipate… Nell’arte di Monica Rosa Pizzo c’è tutta quell’introspezione dell’animo umano che nasce da un’esigenza di raccontare il sociale, di rivelare gli aspetti più profondi, nascosti e diversi di chi subisce il peso, il dolore, il disagio delle difficoltà umane.

E l’artista lo fa attraverso il colore ed il gesto, un gesto immediato che trascende il mezzo, si esprime sulla tela solo attraverso le mani come un tutt’uno inscindibile tra percezioni delle vite esterne, pulsioni personali dell’animo ed atto creativo. Un filo diretto, continuo che spesso confluisce in ritratti in cui a parlare sono soprattutto gli occhi, grandi e profondi, simbolica espressione dello “specchio dell’anima” immerso in un effluvio di colore dai caratteri espressionisti.

Ed espressionisticamente si muove l’artista con l’opera “Vicolo nella pioggia”. Una composizione densa, piena, fitta dove forma e colore occupano ogni centimetro della tela. Sagome ritagliate nello spazio di un tessuto urbano, un vicolo cittadino in cui si muovono vite accalcate, vicine ma nello stesso tempo lontane, simili ma anche diverse, ognuna con la propria storia, la propria esperienza, il proprio “colore”!

Una folla stretta e cromaticamente carica che pare quasi oppressiva. Dentro questa folla sembra quasi volersi far strada una bambina, in rosso, al centro della composizione che ideologicamente vediamo guardare verso la fine del vicolo.

Lì oltre tutte quelle identità pulsanti, oltre la pioggia simbolicamente rappresentata dagli ombrelli aperti, oltre il caos dell’inquietudine, si apre un orizzonte sereno, a tinte delicate, che porta lo sguardo a sconfinare nelle immense e libere vastità del mare.

IFF