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“Youthful despear” di Roberta Bruno

Recensione dell'Opera


L’arte di Roberta Bruno è uno sprofondare fin dentro le pieghe intime e profonde dell’animo umano. Segni, macchie di colore, tratti, pennellate scivolano sulla tela con un impeto di matrice quasi espressionistica, caricato di una violenza cromatica e di una forza deformante della figura che subito fa emergere l’atteggiamento drammatico dominante la visione pittorica dell’artista. Le sue opere sono espressione di un’interiorità che la Bruno sa interpretare con una sensibilità particolare, accresciuta nel tempo anche grazie alle esperienze personali legate alla sua professione di medico. Quelle che vediamo impresse sulla tela sono narrazioni, narrazioni di sentimenti, emozioni, vibrazioni sottili dell’animo umano che nell’affiorare in superficie si caricano di una straordinaria intensità da travolgere l’osservatore.

E in “Yuthful despear” c’è il racconto di una generazione, quella dei giovani di questa epoca che devono fare i conti con le grandi trasformazioni, il potere della tecnologia, la digitalizzazione dell’informazione, l’intercambiabilità dei rapporti umani. E non è sempre facile resistere, farsi spazio, trovare il proprio posto o la propria dimensione nella società. Si può cadere, disperarsi, ma allo stesso tempo anche aggrapparsi a quell’inconscienza, entusiasmo, bellezza che della  gioventù è completezza. I colori forti, caldi che caratterizzano la composizione vogliono proprio raccontarci questo: la forza che supera gli ostacoli, la visione positiva di un mondo globalizzato, le aspirazioni, i progetti, le scelte consapevoli che il giovane può fare, perché come dice stesso l’artista “il giovane ha le unghie lunghe e colorate”.

IFF